Claudio, l'angioletto di Ponte Mazzini

Amici di Claudio

22-02-2014 Lazio

La storia del piccolo angioletto Claudio: All'alba del 4 febbraio 2012 CLAUDIO, 16 mesi, dorme tranquillamente a casa, in Trastevere, tra la nonna Rita e la zia Manuela, al nono mese di gravidanza. La mamma, Claudia, è ricoverata all'ospedale S. Spirito di Roma, in "stato delirante" a seguito dei maltrattamenti psico-fisici patiti nelle ultime ore da parte del violento compagno Patrizio Franceschelli, padre del piccolo. Il Franceschelli suona alla porta dell'abitazione di nonna Rita e chiede di vedere il figlio, dormiente. Entra, solleva il piccolo Claudio, ancora in pigiama, spinge la zia Manuela per terra (che gli si oppone) e, dopo aver adagiato il figlioletto sulla neve, torce la mano a nonna Rita che cerca di fermarlo (procurandole 35 gg. di prognosi, come da referto del Pronto soccorso). Si dirige rapidamente, il piccolo Claudio tra le braccia, al vicino Ponte Mazzini; dopo averlo sporto per ben tre volte oltre la spalletta, lo guarda negli occhi e, come un cencio, lo lancia nel Tevere. Fugge, ma viene arrestato dai Carabinieri a circa 1 km dal luogo del vile e turpe  atto. Ora si trova in carcere a Regina Coeli. Sano di mente, prima e dopo, come dichiarano gli psichiatri.

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