- 28 APRILE 2007 - CONGRESSO REGIONALE DI PENELOPE LOMBARDIA

Comitati Regionali PENELOPE LOMBARDIA
I° CONGRESSO REGIONALE DI PENELOPE LOMBARDIA

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Dopo il nostro primo convegno nazionale dell'ottobre scorso a Roma è arrivato il tempo dei congressi regionali e oggi noi siamo qui riuniti per realizzare il primo congresso regionale della Lombardia, ma anche, presidente Bariffi, il primo dei congressi regionali di Penelope, inaugurando una stagione nuova del nostro impegno associativo.

Quando lo scorso anno abbiamo posto una serie di istanze alle Istituzioni durante il convegno nazionale, eravamo quasi degli sconosciuti, almeno per quanto riguardava l'opinione pubblica e i nostri rappresentanti istituzionali, e questo certo non favoriva la ricerca delle persone scomparse e l'aiuto che le famiglie degli scomparsi richiedevano.

Ecco perché noi ci siamo rivolte alle massime Autorità del nostro Paese, a cominciare dal Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano, che ha avuto nei nostri confronti non solo accoglienza e ascolto, ma ha anche parlato di solidarietà dicendo." Chiedete la mia solidarietà e l'avete, piena e partecipe."

Nel Suo discorso ci ha anche detto. "Non vi scoraggiate, lo stare insieme, il condividere i problemi è importante, questa Associazione spero e sono certo vi conforti e vi aiuti: continuate questa battaglia privata che combattete con la consapevolezza di avere le Istituzioni al vostro fianco, come d'altronde dimostrano anche recenti iniziative di carattere legislativo."

Il nostro cammino di avvicinamento alle Istituzioni è proseguito con un importante incontro con il Ministro dell'Interno, on.Giuliano Amato, dove siamo entrati nel cuore del problema delle famiglie degli scomparsi, perché sono le indagini e le ricerche la cosa più importante da fare appena viene denunciata una scomparsa.

La mancanza di notizie non solo del proprio scomparso ma della vera entità degli scomparsi nel nostro Paese, che ci fa sentir parlare di numeri così grandi da pensare ad una intera città  come i 34 mila scomparsi in questi ultimi trent'anni, ci lascia sgomenti, increduli, ma anelanti ad una verità, la più rapida possibile.

Ecco perché l'incontro con il Ministro dell'Interno è stato importante perché ora noi ci attendiamo che venga organizzata al più presto una Banca Dati degli scomparsi, perché è il Paese intero che vuole sapere quante persone scompaiono all'anno, quanti sono i bambini, quanti  i giovani, quanti gli adulti e quanti gli anziani  che, colpiti dall'Alzaimer, hanno perso la memoria e la strada del ritorno verso casa.

Perché  nel nostro Paese spariscono anziani privi di memoria e bambini che memoria ancora non hanno, adolescenti in fuga, ma anche adolescenti che non fuggivano e sono stati nascosti nelle innumerevoli foibe dei nostri territori.
Minori indifesi, i cuccioli d'uomo, rapiti per vendetta in faide familiari, vittime tra coppie separate, tra famiglie divise che diventano scomparse senza causa, veri e propri misteri.

Eppure non siamo un paese in guerra, non c'è qui da noi una guerra civile o una dittatura,  purtroppo anche un paese civile e democratico come il nostro ha un grande numero di scomparsi come una intera città , ha scomparse che vanno dal ritrovamento di un anziano in un frezer perché il suo occultamente serviva a mantenere la retribuzione della pensione al figlio,  ha scomparse di corpi disciolti nell'acido, come in una colata di cemento.

Non è forse un dovere di noi tutti dare una risposta a molte famiglie, dare una sepoltura a molti corpi, dare una pace ad un paese che attende?

Come associazione Penelope abbiamo sentito la necessità di presentare una proposta di legge ancora nella precedente legislatura, ma non era stata presa in considerazione, e allora siamo stati pronti a reiterare la nostra proposta in questa legislatura, dove ha iniziato l'esame alla Camera dei Deputati, in commissione Affari Costituzionali, e a breve attendiamo di essere auditi dai commissari come rappresentanti dell'Associazione.

Ma in questo nostro percorso abbiamo voluto riconoscere il ruolo di memoria storica e di servizio ai cittadini che la trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?" ha avuto in questi vent'anni ed è servito a far luce non solo su casi destinati altrimenti a restare misteriosi, ma, come abbiamo avuto modo di ricordare al Presidente della Repubblica durante il nostro incontro, "nella quotidianità da questo servizio ci siamo sentiti aiutati, compresi, supportati, molte volte consolati e aiutati a sperare."

Per riconoscere una parte del nostro cammino associativo fianco a fianco con  l'autore, i registi e le varie conduttrici che si sono alternate nella trasmissione, abbiamo ricordato nella proposta di legge il ruolo indispensabile che ha avuto per quasi vent'anni nel nostro Paese, nel dare voce e volto al dolore di molte famiglie, perché ha moltiplicato la nostra solidarietà, ha insegnato ad altri ad essere solidali ed è stato quel punto di incontro che ci mancava, tra chi soffre e  chi chiede aiuto, come noi abbiamo voluto presentarla nell'incontro al Quirinale,definendola come "quel momento magico dell'incontro tra "domanda e offerta" di una speranza di vita che finora nessun luogo istituzionale è riuscito a dare".

Ma quel luogo noi lo attendiamo, come chi senza casa e senza mezzi , resta in attesa di una riconoscimento come luogo di riferimento, come vera cittadinanza di una associazione che rappresenta si un dolore che per molti può sembrare non palpabile, non percettibile, mentre invece per noi, che ne conosciamo la concretezza nella vicinanza con le famiglie, è un impegno improcrastinabile, non eludibile, non rimandabile oltre nel tempo.

E per questo continueremo a lavorare con le Istituzioni, con i media e con tutte quelle persone di buona volontà che nel nostro cammino ci vorranno dare una mano, un aiuto concreto di solidarietà e di condivisione con le sofferenze che rappresentiamo.

Ci conforta molto oggi la presenza del Prefetto Monaco, incaricato dal Ministro dell'Interno per il problema degli scomparsi, a lui abbiamo affidato le delusioni vissute finora, ma in lui affidiamo le nostre speranze, fiduciosi che un suo prossimo incarico Istituzionale possa concretizzare le nostre attese.

Ma siamo anche confortati dalla presenza dei rappresentanti del nostro Parlamento, ai quali affidiamo i contenuti della proposta di legge 1282, ma soprattutto affidiamo una rapida e doverosa approvazione, pur nel rispetto di un loro ruolo in una democrazia rappresentativa, che ha però bisogno di essere alimentata delle conoscenze, delle attese, delle sofferenze racchiuse nelle istanze che i cittadini affidano ai loro rappresentanti, ma che le famiglie di Penelope consegnano ora come una testimonianza preziosa nelle loro mani.

Noi vigileremo il lavoro del Parlamento, come saremo pronti a sollecitare l'impegno del Governo, perché sappiamo che le attesa e le sofferenze delle famiglie che rappresentiamo sono state affidate nella mani del Capo dello Stato e ci conforta molto questo suo sostegno che sentiamo presente e vigile al nostro fianco.

Concludendo vorrei sottolineare l'importanza di questo congresso regionale perché il nostro lavoro parte dal territorio, dai comitati, dalle famiglie coinvolte in questo dramma, ed il primo sostegno e aiuto ce lo aspettiamo dalle Istituzioni locali, per quella responsabilità specifica che una municipalità deve avere quando la sua comunità lo richiede.

L'associazione metterà a confronto le risposte delle Istituzioni locali quando ci ritroveremo nella nostra assemblea annuale e cercheremo di fare da raccordo tra realtà diverse e accoglienze diverse, perché purtroppo esistono ancora molte differenze nel nostro Paese e la brutta realtà di essere "a macchia di leopardo" o forse con una definizione più nazionale perché da noi i leopardi non abitano, a "macchia d'Arlecchino" ci porta alcune volte a confortare i nostri rappresentanti dei comitati regionali perchè possano chiedere aiuto,  lo possano avere gratuitamente, come è gratuita la nostra solidarietà associativa, il nostro impegno di servizio alle famiglie di Penelope.

Sono certa che da questo incontro, che come dicevo in apertura è per noi una apripista nel rapporti con il territorio, scaturiranno consensi e aiuti  al Comitato regionale Lombardia, come sono certa che l'impegno e il contributo dei rappresentanti del Parlamento porterà verso
i risultati che ci attendiamo e la concretizzazione del ruolo del Prefetto Monaco sarà presto quel luogo dove come famiglie di Penelope attendiamo di avere risposte confortanti e concrete.

Alle Istituzioni locali come ai rappresentanti regionali di Penelope una grazie particolare per averci aiutati a realizzare questo incontro, per averci dato la possibilità come famiglie di Penelope, di poter parlare con i cittadini di una comunità che sono certa sarà da domani più vicina a noi perché ne ha conosciuto le sofferenze e le istanze.


ELISA POZZA TASCA
Presidente nazionale

 

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