- 01 aprile 2009 Audizione in Commissione dell'Associazione Penelope
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Roma, 1 aprile 2009

Desidero prima di tutto ringraziare il Presidente della Commissione Sen. Carlo Vizzini per aver convocato anche l’Associazione Penelope che da anni si interessa del fenomeno degli scomparsi e rappresenta in questa sede moltissime famiglie italiane che hanno una persona cara scomparsa, della quale si sono perse le tracce.

Un ringraziamento anche al relatore del testo di legge sen. Saltamartini, per aver accolto la nostra istanza di essere auditi, per portare quegli aggiornamenti che forse le Istituzioni non hanno ancora accolto nelle loro delibere o forse non sono ancora state recepite nelle sedi periferiche del nostro Paese.

Sono presenti con me i componenti del Consiglio Direttivo Nazionale, che sono anche presidenti di alcuni Comitati regionali come Marisa Gollinucci Degli Angeli presidente Emilia romagna, Gilda Milani Bianchi presidente del Veneto, Gabriele Schiavini presidente Lombardia, Natalina Orlando presidente Lazio e Annalisa Loconsole presidente della Puglia.

Molti di noi sono stati soci fondatori di Penelope quando è stata costituita nel dicembre 2002 a Potenza. L’associazione è stata il divenire di precedenti comitati spontanei sorti nei paesi più piccoli e sconosciuti quando una famiglia si è trovata sola ad affrontare il dramma della scomparsa di un proprio caro, senza avere nessun aiuto logistico nella ricerca, nessun supporto psicologico e legale quando il magistrato ha acquisito gli atti della denuncia, nessuna organizzazione di risposte da parte delle Istituzioni.

Preciso che l’Associazione non ha scopo di lucro, è apartitica e aconfessionale e persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale e della promozione della persona e della sua dignità, della legalità e della giustizia sociale, sostenendo le famiglie che vivono il dramma di un proprio congiunto del quale non si hanno più notizie.

Prima della costituzione di PENELOPE le famiglie erano isolate tra loro e più sole, erano prive di reti di collegamento,erano prive qualche volta dell’ascolto e della solidarietà delle Istituzioni.

L’Associazione Penelope infine è presente in quasi tutto il territorio nazionale con una rete di comitati regionali in  LIGURIA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO, VENETO, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, LAZIO, CAMPANIA, BASILICATA, PUGLIA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA.

Da ormai quattro anni abbiamo aperto un sito internet www.penelopeitalia.org, che e’ stato funzionale prima di quello del Ministero degli Interni, affidato ora al Commissario Straordinario Prefetto Rino Monaco.

Due brevissime considerazioni sulla proposta di legge:
la prima di metodo volendo ricordare che è già stata presentata nelle due precedenti legislazioni e quindi reiterata due volte, senza mai andare oltre l’esame della Commissione  Affari costituzionali della Camera dei Deputati;
la seconda di merito perché la proposta vuole essere rappresentativa del fenomeno delle scomparse nella sua globalità, quindi tutti gli scomparsi siano essi minori o adulti, giovani o anziani, perché intende contribuire a risolvere i problemi generali che riguardano la ricerca delle persone e poi il sostegno alle famiglie.

Perché questo è il vero ruolo di una associazione della società civile, che non deve sostituirsi alle Istituzioni, né fare quello che è il compito delle Forze dell’Ordine, né può cimentarsi con il ruolo sostenuto dalla trasmissione “Chi l’ha visto?”, ma essere con tutti in dialodo, in collaborazione, come stimolo e forza di pressione che è un ruolo specifico di una società civile attenta e solidale con tutti.

Nel mondo del terzo settore si è sempre detto  che la nostra società è come una sedia che ha bisogno di tre gambe per reggersi in piedi: Le Istituzioni, il Mercato e la Società civile. Nel nostro caso possiamo dire che è stato importante il contributo del coommissario di Governo Prefetto Rino Monaco, come è stata importante la parola di Federica Sciarelli conduttrice di “Chi l’ha visto?”, come è indispensabile la testimonianza di Penelope che porta le voci delle famiglie che hanno subito il dramma della scomparsa di un loro caro e nella solitudine più totale fino a pochi anni fa, hanno cercato di costruire quel mosaico di ricerche che non sono state fatte dallo Stato.

Perché possiamo dire che se non ci fossero state le famiglie degli scomparsi che presentavano istanze alle Istituzioni anche attraverso la richiesta di una proposta di legge per la nomina di un commissario straordinario, forse molte cose non sarebbero venute alla luce, e se le famiglie non portassero i loro appelli e richieste di aiuto alla trasmissione forse il programma stesso verrebbe a mancare dei contenuti che ne fanno una grande attesa da parte degli ascoltatori.
Gli uni e gli altri sono reciprocamente utili e indispensabili.

Vorremmo iniziare da un passaggio importante per la scomparsa di una persona che avviene tuttora al momento della denuncia “sulla volontarierà della scomparsa” che resta purtroppo ancora una prassi delle Forze dell’ordine,come rimane diffusa l’abitudine di far tornare i parenti dopo 24 o 48 ore a depositare la denuncia, ignorando che le prime ore sono di importanza vitale per non perdere le tracce delle persone scomparse.

Per dire che una persona si è allontanata volontariamente ci devono essere delle prove, come degli scritti o comunque dei segnali inequivocabili che ci fanno supporre la sua scelta di un allontanmento, altrimenti chi scrive queste parole nella denincia per noi è responsabile di  omissione di soccorso , come il ritardare la deposizione della denuncia di uno o due giorni, perché quando noi ritroviamo poi i corpi delle persone scomparse dilaniate dai cani non possiamo che fare riferimento a coloro che troppo facilmente hanno chiuso o rimandato una pratica senza mettere in atto tutte le azioni necessarie alla ricerca della persona.

In questo modo noi condanniamo i nostri scomparsi, specilmente vecchi e specilmente ammalati di Alzheimer a morire di fame e di sete perché nel loro girovagare alla ricerca della strada di ritorno, finiscono stremati diventando facile preda di branchi di cani che ne deturpano i corpi.
Questo è già avvenuto e questo potrebbe ancora avvenire con la responsabilità dello Stato.


Ma visto che stiamo parlando delle scomparse di persone affette da disturbi psicologici o malattia come l’Alzheimer che sono in aumento nella popolazione anziana, vorrei ricordare che da due anni la nostra Associazione ha proposto al Governo e propone al commissario Prefetto Rino Monaco l’uso del sistema satellitare per la rintracciabilità delle persone, che le nuove tecnologie possono mettere a disposizione delle persone, come già esiste per le merci, per i mezzi di trasporto e per gli animali.
Ma nel nostro paese gli anziani che scompaiono sono meno importanti degli orsi o delle tartarughe, per parlare di animali cippati e rintracciabili.

Tra le cause di scomparsa ci sono purtroppo le molte sette che nel nostro Paese sono in aumento, fenomeno ancora sottovalutato e privo di riferimenti giuridici da quando è stato eliminato il reato di plagio, ma che fa molte vittime tra i giovani che sono coinvolti da fenomeni settari di vario genere, dalle sette sataniche ai riti sciamanici.

Una considerazione la dobbiamo fare anche sul traffico d’organi che qualche volta viene nominato nel nostro paese e poi scompare improvvisamente dalle cronache, ma che lascia molti dubbi ai parentidegli scomparsi, specialmente dopo che ad alcune famiglie sono state recapitate delle lettere, provenienti dalla Francia, dove si parlava del familiare scomparso, citato personalmente, per il traffico d’organi.

Tralascio di parlare dei 797 cadaveri tenuti nelle celle frigorifere degli obitori e istituti di medicina legale senza essere riconosciuti, perché ne parlerà più diffusamente il Presidente della Lombardia per i risultati emersi dall’ultimo convegno organizzato a Milano il 21 marzo scorso.
Mi permetto di dire soltanto che quanto è stato fatto dagli Organi dello Stato di trattenere per anni questi corpi senza darne l’identità, non ha niente di civile nè di umano verso le famiglie che potrebbero ritrovare un loro caro e darne sepoltura.

Mi avvio alla conclusione perché sono a conoscenza che altre relazioni del direttivo di Penelope approfondiranno altre tematiche relative alla scomparsa di una persona con conseguenze anche giuridiche e fiscali a carico delle famiglie, a volte con un danno economico di rilievo.

Dalla nostra analisi possiamo dire che dalla prima presentazione del testo di legge nel 2003 ad oggi sono stati fatti dei progressi almeno sulla visibilità e quantificazione del fenomeno, prima sconosciuto alla maggior parte dei cittadini e in parte anche alle istituzioni, perché il vero numero delle persone scomparse non era mai emerso cosi crudemente come da quando il commissario Straordinario ha iniziato a dare ordine alla Banca Dati nazionale.

Ora sappiamo che gli scomparsi sono 23.860, ma sappiamo anche come sono divisi per regioni e città, e sono 2000 nel nostro paese le città che hanno una persona scomparsa, e che il fenomeno è in crescita in base alle relazioni semestrali che il Prefetto Monaco produce per il governo.

Sappiamo quante persone di genere maschile e femminile, quanti sono i minori , i giovani e i vecchi, ma non sappiamo dove sono finiti tutti i loro corpi.
Saranno tutti volontariamente andati a ricostruirsi una vita e una identità in altri paesi come ancora cercano di far credere le forze dell’ordine quando una famiglia va a denunciare una scomparsa?


Mi permetto qui di allegare tre proposte che lascio agli atti della commissione e ai presentatori del testo di legge, perche da sempre nelle nostre consultazioni come associazione a vari organismi interessati nel territorio al problema degli scomparsi, emergono idee e suggerimenti concreti per il miglioramento delle risposte che lo Stato deve dare alle famiglie degli scomparsi.

La prima riguarda riguarda  il ruolo del Commissario Straordinario per le persone scomparse e alcune sue  competenze.

La seconda riguarda il momento della denuncia per rendere più incisivo ed efficace il rintraccio della persona scomparsa.

La terza infine, sempre al momento della denuncia, la possibilità dell’uso della tracciabilità da subito delle celle telefoniche per individuare immediatamente dove si trova la persona denunciat6a come scomparsa.


Per concludere e dare memoria anche a tutte quelle migliaia di persone che non si trovano più  propongo  che nel nostro paese si debba ricordare il CIVILE IGNOTO come si onora il MILITE IGNOTO, perché ci possano essere dei luoghi dove le famiglie possono andare a portare un fiore e piangere un proprio caro del quale non hanno più ritrovato il corpo.


Elisa Pozza Tasca
Presidente nazionale
 

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